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16 gennaio 2022 (Caricato da: Gianfranco Massetti il 16 Gennaio 2022)
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Forse non tutti sanno che la principale via di Palazzolo Milanese è dedicata ad un partigiano.
Alessandro Coti Zelati, di origine cremonese, era un ragazzo grande e grosso ma giovanissimo di età .
Per me non era solo un antifascista ma anche un parente (cugino di mia madre).
I suoi famigliari madre, padre e sorelle hanno a lungo vissuto a Palazzolo Milanese .
Una famiglia di origine contadina, diventata operaia per l’immigrazione degli anni ’40 e che è stata il punto di appoggio della mia famiglia.
I miei genitori sono venuti a Palazzolo Milanese negli anni ’50 vicini alla zia, orfana già di Alessandro.
Alessandro nasce a Genivolta (CR) il 20 marzo 1926
Si ritrova operaio all’Alfa Romeo nei giorni tragici del 25 luglio 1943 , con la caduta di Mussolini, che scatena la reazione gioiosa e ribelle delle coscienze in tutta Italia.
Il fascismo sembrava finito e Alessandro, toglie il busto di Mussolini dal piedistallo davanti alla grande fabbrica e lo porta, seguito da una folla sempre più grande, fino al carcere di San Vittore gridando “fuori i politici dentro i fascisti”.
Ma purtroppo non è il giorno della tanto attesa liberazione!
Alessandro viene schedato e in seguito, per sfuggire alla chiamate alle armi della RSI decide di raggiungere i partigiani in montagna; prima in Valdossola, poi nel piacentino.
Qui si arruola nella 2^Brigata Giustizia e Libertà Busconi.
Il 24 novembre 1944, in seguito ad un rastrellamento della 64^Divisione Turkestan viene arrestato, torturato e poi fucilato a Nibbiano in Val Tidone.
Sue notizie, foto e documenti si possono leggere dal volume La paura e il coraggio di Silvia Campanella edito dalla Città di Paderno Dugnano, 2006.
Alessandro Coti Zelati, di origine cremonese, era un ragazzo grande e grosso ma giovanissimo di età .
Per me non era solo un antifascista ma anche un parente (cugino di mia madre).
I suoi famigliari madre, padre e sorelle hanno a lungo vissuto a Palazzolo Milanese .
Una famiglia di origine contadina, diventata operaia per l’immigrazione degli anni ’40 e che è stata il punto di appoggio della mia famiglia.
I miei genitori sono venuti a Palazzolo Milanese negli anni ’50 vicini alla zia, orfana già di Alessandro.
Alessandro nasce a Genivolta (CR) il 20 marzo 1926
Si ritrova operaio all’Alfa Romeo nei giorni tragici del 25 luglio 1943 , con la caduta di Mussolini, che scatena la reazione gioiosa e ribelle delle coscienze in tutta Italia.
Il fascismo sembrava finito e Alessandro, toglie il busto di Mussolini dal piedistallo davanti alla grande fabbrica e lo porta, seguito da una folla sempre più grande, fino al carcere di San Vittore gridando “fuori i politici dentro i fascisti”.
Ma purtroppo non è il giorno della tanto attesa liberazione!
Alessandro viene schedato e in seguito, per sfuggire alla chiamate alle armi della RSI decide di raggiungere i partigiani in montagna; prima in Valdossola, poi nel piacentino.
Qui si arruola nella 2^Brigata Giustizia e Libertà Busconi.
Il 24 novembre 1944, in seguito ad un rastrellamento della 64^Divisione Turkestan viene arrestato, torturato e poi fucilato a Nibbiano in Val Tidone.
Sue notizie, foto e documenti si possono leggere dal volume La paura e il coraggio di Silvia Campanella edito dalla Città di Paderno Dugnano, 2006.
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